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PSICOEMERGENZA

PSICOEMERGENZA

Per una nuova Psicoterapia dell’emergenza. 

La Psicoterapia dell’Emergenza è un settore della Psicoterapia che interviene in tutte quelle situazioni nelle quali eventi estremi o situazioni estreme creano una ‘soluzione di continuo’ (una ferita, come definita in patologia generale) nel regolare procedere della vita degli uomini. Gli eventi estremi sono di tipo naturale (alluvioni, pandemie, terremoti o tsunami), causate dall’uomo (terrorismo, manifestazioni di massa che degenerano, guerre, omicidi, aggressioni, stupri o incidenti) tecnologici (disastri aerei, crolli di grandi costruzioni e simili).

Solo alcune, tra le persone esposte ai traumi, struttura un disturbo psichico di natura post-traumatica. La risposta ad un trauma dipende dalla struttura di personalità dei soggetti, dalla loro capacità di coping, di resilienza, e di locus of control interno, o – al contrario – dal loro senso di vulnerabilità, disregolazione, senso di perdita di controllo. L’evento estremo infatti impone:

– una situazione acuta di trauma (si disregolano alcune funzioni fondamentali: la coscienza, la memoria, le emozioni e con esse il pensiero e il comportamento);

– a cui segue una fase reattiva (durante la quale alcune persone vanno incontro ad una forma di ‘empowerment’, mentre altre resteranno irretite in una formazione psichica difensiva);

– che in alcuni casi si stabilizza in una fase cronica (con attacchi di panico, sintomi di tipo dissociativo anche strutturale, depressione, l’emergere di tratti psicopatologici pre-esistenti in forma sintomatologica, dipendenza da sostanze, anedonia, sindrome da ‘anestesia affettiva’).

L’Ipnosi Clinica e l’Ipnoterapia Cognitiva delle Emergenze

L’Ipnosi Clinica e l’Ipnoterapia Cognitiva operano, nell’ambito della Psicologia dell’Emergenza, sulle vittime: “primaria” (direttamente interessata dall’evento traumatico), “secondaria” (familiari e amici della vittima primaria) e “terziaria” (soccorritori e comunità). L’intervento si declina su tre livelli macro-livelli temporali:

  • prima delle emergenze perlopiù formando il personale di primo intervento che deve essere capace di non farsi travolgere emotivamente durante l’emergenza. Fondamentali sono l’apprendimento del linguaggio suggestivo classico e direttivo volti a intervenire, sapendoli riconoscere, sui meccanismi dissociativi propri e delle vittime, sia ‘normali’ e sia di tipo patologico (amnesia, flashback, immagini intrusive, fughe dissociative, catalessia, derealizzazione e depersonalizzazione, automatismi);
  • nell’immediato, ad emergenza ancora in corso, per instaurare rapidamente una relazione di cura ‘sufficientemente sicura’ a prescindere dalla situazione oggettiva in cui si svolge l’intervento (tempo a disposizione ridotto, ripari di fortuna, tendopoli, interventi telefonici o in video chiamata). È così possibile trattare la dimensione emotiva e cognitiva di vittime, soccorritori e persone a vario titolo colpite dall’evento estremo. Non si tratta di una psicoterapia ma di un intervento psicologico immediato per stabilizzare i soggetti, per ‘normalizzarli’ (autoipnosi, tecniche ipnotiche di defusing di gruppo, tecniche di ipnosi immaginativa per il distanziamento, interventi di ipnoanalgesia, suggestioni ipnotiche dirette e direttive);
  • a emergenza conclusa: per curare le ‘ferite mentali’ perlopiù caratterizzati da disregolazione emozionale e fenomeni di tipo dissociativo. In questi casi serve un intervento strutturato di ipnoterapia cognitiva con cui farsi carico dello scompenso psicopatologico al fine di ristrutturare una ‘accettabile’ regolazione emozionale e ripristinare resilienza, empowerment, locus of control

L’Ipnosi Clinica e l’Ipnoterapia Cognitiva delle Emergenze oltre ad avere profonde radici storiche nel campo dei traumi psicologici (si pensi agli interventi sulla Shell Shock Sindrome, lo Stress Post Traumatico dei soldati della prima Guerra Mondiale, ad esempio) vanta anche molte ricerche di efficacia.

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