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GIORNATA FORMATIVA PRESSO IL COMPLESSO MILITARE DI BOLZANO: PER UNA NUOVA PEDAGOGIA – DIFESA E SOCCORSO IN CASO DI ATTACCO TERRORISTICO – COSA SAPERE COSA FARE

SERVIZIO DEL TG3 RAI REGIONALE SULL’EVENTO FORMATIVO ORGANIZZATO DA EMERCRIM E DALLA RIVISTA ‘URGENCY’ (EMERCRIM EDITIONS). PER UNA NUOVA PEDAGOGIA – DIFESA E SOCCORSO IN CASO DI ATTACCO TERRORISTICO – COSA SAPERE COSA FARE.

IL DIRETTORE DELLA RIVISTA ‘URGENCY’, PRESIDENTE DI EMERCRIM, DOTT. PATRIZIO BORELLA, PRESENTA LA GIORNATA FORMATIVA, I RELATORI E GLI ARGOMENTI CHE VERRANNO TRATTATI.

«(..) al Bataclan uno spettatore stava registrando il concerto. Per tutta la durata della mattanza la piastra ha continuato a registrare. Dura 2 ore, 38 minuti e 47 secondi. 258 spari a raffica poi un colpo alla volta. Tutto è stato trascritto parla per parola, rumore per rumore, sparo per sparo da un poliziotto della Squadra Omicidi, Patrick Bourbotte (..)».

IL GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI ANDREA BALESTRINI DURANTE LA SUA RELAZIONE SU ARMI ED ESPLOSIVI UTILIZZATI DAGLI ATTENTATORI: DALLE LORO TIPOLOGIE E CARATTERISTICHE ALLE CAPACITÀ DISTRUTTIVE ED OFFENSIVE SU COSE E PERSONE.

«(..) al banco dei testimoni il Direttore dell’Ospedale si giustifica: non si erano mai trovati a gestire una situazione del genere: 123 corpi interi, 17 brandelli di corpi. Lacerazione, smembramento, ferite multiple da schegge, grande fracasso facciale, area di dispersione che significa resti umani fino a cinquanta metri dal punto dell’esplosione (..)».

UN PILOTA DI ELICOTTERO NON DEVO SOLO SAPERLO PILOTARE MA DEVE ANCHE CONOSCERE IL FUNZIONAMENTO DI OGNI SUA SINGOLA PARTE. IL DOTT. RENZO LUPI (CON ALL’ATTIVO MOLTE MISSIONI ALL’ESTERO NELLE AREE CALDE, PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA) TRACCIA UN QUADRO DELLA GEOPOLITICA DEL FENOMENO TERRORISTICO A LIVELLO MONDIALE.

«(..) la sala può accogliere 1498 persone, quella sera era piena. Una sopravvissuta racconta che quando gli assassini si sono fermati per ricaricare le armi lei ha voluto alzarsi per scappare e ha fatto leva sul pavimento con le mani. Ma ‘sotto le mani il pavimento era molle; non mi stavo appoggiando al pavimento ma a delle persone che non erano più persone, ma corpi’ (..)».

SOLO UN VERO ESPERTO COME CARLO BIFFANI (CEO DELLA SECURITY CONSULTING GROUP, AUTORE DEL TESTO ‘DIFENDERSI DA UN ATTACCO TERRORISTICO’) È IN GRADO DI DESCRIVERE CON COGNIZIONE DI CAUSA COSA FARE TROVANDOSI COINVOLTI IN UN ATTACCO TERRORISTICO: COME REAGIRE, QUALI PENSIERI ATTIVARE, COME DISTACCARSI DALL’EMOZIONE DEL MOMENTO E RESTARE LUCIDI DI FRONTE AL CAOS.

«(..) camminiamo in mezzo aggrovigliati, intrecciati, sovrapposti, non so che parole usare; scivoliamo in un pozzo di sangue, calpestiamo pezzi di denti e di ossa e ci sono cellulari che vibrano, le famiglie che chiamano; quando abbiamo cominciato ad evacuare i corpi erano così impregnati di sangue che dovevamo essere in quattro per trasportarli; come mi sento? non lo so, posso dire solo che c’erano 30 fori su una vittima, 22 su un’altra, 14 su una terza (..)».

ESISTONO SEGNI PREMONITORI SINTOMATICI DI COMPORTAMENTI PERICOLOSI, LA CO FONDATRICE DI PSYCH AND CRIME, DR.SSA PAOLA LORETO (SPECIALIZZATA SULLA MENZOGNA E SULL’ANALISI NON VERBALE DELLE ESPRESSIONI DEL VISO E POSTURALI CON ESPERTI DELL’F.B.I., I DOCENTI DELL’UNIVERSITY OF LEICESTER – UK – E DELL’UNIVERSITY OF MIAMI – USA -) RISPONDE, CON UN MIRATO IMPIEGO DI ESEMPLIFICAZIONI VIDEO, ALLA DOMANDA. UN ULTERIORE E IMPORTANTE TASSELLO CONOSCITIVO PER UNA NUOVA PEDAGOGIA DELLA DIFESA PERSONALE.

«(..) trovandosi in condizioni terribili, costretti a subire l’annientamento della loro dignità personale, covano odio verso ogni cosa; la loro non è rieducazione ma sterminio; ci restituite un intero esercito di giovani con il destino segnato e idee aberranti; temo l’odio di quei ragazzi e temo ancor di più chi con la violenza costringe i propri simili ad accumularne; li temo perché prima o poi quel sentimento strariperà gli argini (..)».

IL PRESENTE DEL FENOMENO TERRORISTICO È SUFFICIENTEMENTE CONOSCIUTO (QUANTO AD ORIGINI, DINAMICHE E PROCESSI) MA QUALI POSSONO ESSERE LE SUE NUOVE CONFIGURAZIONI NEL FUTURO (CON L’AVVENTO DEL METAVERSO, DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DELLA REALTÀ VIRTUALE)? LA DR.SSA MORGANA FEDERICA SIGNORINI (ESPERTA DI ANTITERRORISMO PRESSO LO UNITED NATIONS OFFICE OF COUNTER-TERRORISM) ILLUSTRA NEL METAVERSO LE POSSIBILI VIE OPERATIVE DEL TERRORISMO MA ANCHE DELLE RISPOSTE PREVENTIVE E DIFENSIVE.

«(..) un auto con i vetri oscurati si accosta al marciapiede; ne scende un uomo: ha un kalashnikov; lo alza e comincia a sparare; Aristide le si butta addosso e la protegge; è il caos, assordante, non si sa se dura secondi o minuti; Alice sente un dolore che neanche immaginava potesse esistere (..)».

IL DOTT. MATTEO MARINI, PSICOTRAUMATOLOGO, PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA, ESPERTO NEL SUPPORTO PSICOLOGICO IN EMERGENZA, DIDATTA PRESSO LA SCUOLA DI IPNOTERAPIA COGNITIVA (GESTITA DA EMERCRIM) ANALIZZA L’IMPATTO DEL TRAUMA SULLA GESTIONE DELL’EMERGEMZA: DALLA TIPOLOGIA DEI TRAUMI ALLE POSSIBILI STRADE PER UNA LORO CORRETTA ELABORAZIONE.

«(..) Non immaginavo ma è orribile l’odore della polvere da sparo. Credevo che Amine, Emilie e Charlotte fossero nascosti sotto il tavolo invece erano caduti colpiti dai proiettili. Cerco Amine con lo sguardo. È steso a terra in mezzo ad altri corpi stesi a terra. Vedo il suo volto, vedo i suoi occhi aperti e so che non c’è più (..)».