Accompagnamento psicologico (con protocolli) al coma farmacologico preintubativo per pazienti covid-19 e non

GRUPPO DI PSICOLOGI E PSICOTERAPEUTI

ESPERTI NEL SUPPORTO PSICOLOGICO SANITARIO D’URGENZA

(DEGLI ORDINI PROFESSIONALI DELLA TOSCANA, DELLA LIGURIA E DEL VENETO)

 

COORDINAMENTO DEL GRUPPO E RESPONSABILE DEL’ENTE CAPOFILA

‘CENTRO STUDI E DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA CIVILE E PERSONALE’

(ANAGRAFICO MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA N. 62980ACF)

 

PROGETTO PILOTA

 

ACCOMPAGNAMENTO PSICOLOGICO (CON PROTOCOLLI)

AL COMA FARMACOLOGICO PREINTUBATIVO

PER PAZIENTI COVID-19 E NON

I DATI STRUMENTALI ED OSSERVAZIONALI RACCOLTI

SARANNO PUBBLICATI IN UN NUMERO SPECIALE MONOGRAFICO

DELLA COLLANA ‘SCIENCE – STUDY & RESEARCH’ (IN INGLESE)

DELLA ‘RIVISTA INTERNAZIONALE DELLE SCIENZE DELL’EMERGENZA

(ISSN 2784-9864 – Trib. Firenze 3744/2020 – Protezione Ministero per i Beni e le Attività Culturali 190/2021) 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

Dott. Patrizio Borella

Psicologo e Psicoterapeuta

Fondatore in Italia nel 1989 della Psicologia dell’Emergenza

Referente del Gruppo di Esperti e dell’Ente Capofila

CENTRO STUDI E DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA CIVILE E PERSONALE

(ANAGRAFICO MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA N. 62980ACF)

 

Aspetti generali.

Un gruppo di esperti dalla comprovata esperienza  e dalla formazione specifica nel supporto psicologico sanitario d’urgenza (psicologi, psicoterapeuti, neurologi, psichiatri iscritti agli Ordini Professionali della Toscana, della Liguria e del Veneto) si pone a disposizione, a titolo volontaristico, delle Autorità Sanitarie per uno specifico sostegno psicologico ai pazienti Sars-Cov-2 nei minuti che precedono l’induzione del coma farmacologico, in attesa che il personale sanitario predisponga le procedure di sedazione e di intubazione endotracheale.

Nel rispetto della privacy del paziente, con il consenso informato e con ampia malleva circa i rischi della loro permanenza in ambiente Covid-19, in sintonia operativa col personale medico e infermieristico, il supporto psicologico si so-stanzia nell’agevolare, per quanto possibile e in modo differenziato a seconda dei casi, la vasta gamma degli sforzi cognitivi del paziente per regolare l’ansia dello specifico momento, soprattutto relativa all’impotenza di fonte ad una con-dizione critica di cui potrebbe avere cognizione di non sopravvivere.

Un’ansia, come in letteratura descritta, prossima al sentimento di terrore (priva, quindi, delle emozioni di paura o del senso di tristezza) analoga a quella del con-dannato in attesa della esecuzione capitale della pena: angoscia ad alto livello per lo più risolta sia nei primi che nei secondi casi, da pensieri per lo più razionali e concreti elaborati in una sorta di estremo e paradossale sforzo verso la positività.

Il supporto psicologico che si propone, focalizzato, ad affrontare in tempi brevi (nell’intorno dei quindici minuti) o rapidi (nell’intorno dei cinque minuti) condizioni psicologiche di shock, benché regolato dal protocollo proprio e specifico del modello teorico di riferimento di ciascun operatore (E.M.D.R., psicodinamico, cognitivo, ipnologico, autogeno-visualizzativo, porgesiano, logoanalitico) si concretizza, in estrema sintesi, in una ‘parola’, in un ‘gesto’, in una ‘espressione’ in grado di seguire positivamente, rassicurandolo, il paziente nelle fasi, in coscienza chiara o semiconsapevolezza, che precedono la sedazione.

Una sorta di ‘accompagnamento’ che fornisce sicurezza al paziente nell’intraprendere un percorso drammatico ed angoscioso dalla imprevedibile durata (da pochi giorni ad alcune settimane) e dall’imprevedibile esito (la morte durante il ‘sonno’ oppure il risveglio) così rafforzando l’idea di trasformare l’angoscia per una nera previsione in una concreta possibilità di farcela.

Considerato che dal coma farmacologico i ricordi della preintubazione sono deboli e confusi, spesso assenti (e comunque sempre assenti durante le manovre di intubazione, perché il paziente è sedato, se non nei rari – e gravi – casi in cui non è possibile effettuare la sedazione) è stata prevista, nel presente progetto, una fase di verifica e controllo dell’efficacia dell’azione di supporto psicologico, ante sedazione, attraverso l’analisi – oggettiva – BIA, effettuabile prima e dopo il risveglio. Metodologia di cui alla Relazione Tecnica qui in allegato due.

Aspetti biologici e aspetti psicologici.

Che le condizioni psicologiche (ideative e cognitive) interagiscano con quelle bio-logiche (genetiche o indotte da farmaci, da traumi o patologie) ormai, anche se non ancora del tutto chiare le dinamiche e i processi sottostanti, è un dato che, seppur implicitamente, la stessa comunità scientifica considera più che possibile. In tale quadro risulta poco utile il rinvio ad una sconfinata letteratura del presente e del passato – non solo culturale e filosofica ma anche scientifica in senso stretto – sulle correlazioni tra il biologico e la psiche, tra stress e difese immunitarie, tra benessere psicologico ed esiti del trattamento medico, tra malattie della mente e malattie del corpo.

Conseguentemente vano lo stabilire quale significato attribuire, sul punto, alla indicata ‘correlazione’: di interdipendenza, di fusione, di proprietà di uno rispetto all’altra, del corpo vissuto, del corpo che apprende, del corpo-persona, della identità personale vissuta nel proprio corpo. Il dato che l’osservazione empirica ha verificato nella pratica e che qualsiasi medico in cuor suo sente come vero ed effettivo è che la condizione psicologica del paziente ha rilevanza fondamentale nel decorso di una patologia fisica, sia nel caso di uno decorso lasciato alle sole difese del corpo sia nel caso di un decorso accompagnato da un atto medico.

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